Basilica di San Marco
To build the basilica of San Marco, Venice transfers the spiritual and material heritage of Byzantium to the West.
The Greek cross plan rests on a structure which in the central longitudinal nave shows basilical architectural motifs: the vertical arm of the cross is larger than those of the transepts, the altar is placed in the apse area. Above the cross rest the five domes, symbol of the presence of God.
The articulation of the space is full of suggestions not found in other Byzantine churches. Inside, a unitary sequence is proposed divided into individual spatial scores, to which the mosaic with a gold background guarantees continuity and the particular way of being of the church.
On January 31 of the year 828 the relics of the patron saint Marco, which were in Alexandria in Egypt, are adventurously transferred to Venice and welcomed by the Doge Giustiniano Particiaco.
In those times, the relics represented a powerful social and economic aggregator, attracting pilgrims and merchants. Every relic is therefore welcome and that of St. Mark is particularly welcome in Venice, as that Saint would have evangelized the Venetian people, becoming their patron and emblem in the form of a winged lion, armed with a sword and equipped with a book on which, in time of peace, you can read the phrase Pax Tibi Marce Evangelista Meus (Peace to You or Marco Mio Evangelista); a book that is threateningly closed when the sword, instead of discriminating between good and evil, is stained with warrior blood.
La Basilica di San Marco dà il benvenuto ai fedeli e ai visitatori che ogni giorno hanno la possibilità di venire a pregare e ad ammirare il suo straordinario patrimonio artistico, fatta eccezione per quei giorni in cui per motivi di culto l’accesso dei visitatori alla Basilica può essere temporaneamente sospeso.
Per edificare la basilica di San Marco, Venezia trasferisce in Occidente l’eredità spirituale e materiale di Bisanzio. L’impianto a croce greca poggia sopra una struttura che nella navata longitudinale centrale riporta motivi architettonici basilicali: il braccio verticale della croce è maggiore rispetto a quelli dei transetti, l’altare è posto nell’area dell’abside. Al di sopra della croce poggiano le cinque cupole, simbolo della presenza di Dio.
L’articolazione dello spazio è ricca di suggestioni non riscontrabili in altre chiese bizantine. All’interno si propone una sequenza unitaria suddivisa in singole partiture spaziali, cui il mosaico a fondo d’oro garantisce continuità ed il particolare modo di essere della chiesa.
Il 31 gennaio dell’anno 828 le reliquie del Santo Patrono Marco, che si trovavano ad Alessandria d’Egitto, vengono avventurosamente traslate a Venezia ed accolte dal Doge Giustiniano Particiaco.
In quei tempi le reliquie rappresentano un potente aggregatore sociale ed economico, attirano pellegrini e mercanti. Ogni reliquia è quindi bene accetta e quella di San Marco lo è particolarmente a Venezia, in quanto proprio quel Santo avrebbe evangelizzato le genti venetedivenendone Patrono ed emblema sotto forma di leone alato, armato di spada e munito di un libro sul quale, in tempo di pace, si può leggere la frase Pax Tibi Marce Evangelista Meus (Pace a Te o Marco Mio Evangelista); un libro che viene minacciosamente chiuso quando la spada, anziché discriminare il bene dal male, si sporca di sangue guerriero.
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